Mafia S.p.A.
Fede | 4 marzo 2010Ovvero, un video semplice e intuitivo su come funziona l’unica S.p.A. “made in Italy” che non teme la crisi!
Ovvero, un video semplice e intuitivo su come funziona l’unica S.p.A. “made in Italy” che non teme la crisi!
No, non stiamo parlando dell’Europa della seconda metà dell’800, afflitta da guerre e dalla imminente nascita della grande potenza tedesca, ma della piccola città di Fossano nell’anno del rinnovo dell’amministrazione comunale. Un paragone forse esagerato, forse un pò azzardato, ma che in fondo trova il suo significato in una politica che assomiglia troppo alla Prussia di Bismark. Una politica che ai diversi gradi, comunale, provinciale, regionale e nazionale manifesta chiaramente un’Italia malata e bisognosa di drastici cambiamenti.
Una mano a controllare la cuffia, l’altra immerge gli occhialini in acqua. Tutto deve essere perfetto, nulla, se non il proprio stato fisico deve impedire di dare il massimo.
Fiii Fii (Doppio fischio)
Sali sul muretto di fianco al blocco… il cuore comincia ad accelerare il battito, i muscoli sono caldi e carichi.
Fiiiiiiii (Fischio lungo)
Sali sul blocco, i piedi vanno a posizionarsi con la punta che fa presa sul bordo, così da sfruttare al massimo la spinta senza scivolare. cominci a chinarti per raggiungere la posizione di partenza. le braccia penzolano rilassate. una goccia cade dalla cuffia bagnata verso lo specchio d’acqua, a rompere quella quiete che di li a poco si trasformerà in tempesta. il respiro aumenta, il cuore pulsa e l’adrenalina comincia ad aumentare nel sangue. le mani sono ormai giunte a far presa sul blocco, la testa che guarda verso il basso, lo sguardo alla ricerca di un punto indefinito.
A posto!
Finalmente è finita… oggi mi sono laureato…
Non è facile descrivere le sensazioni che si provano quando si arriva al termine di cinque lunghi anni di una vita fatta di studio, esami, ma anche divertimento e spensieratezza. Non è facile forse perchè in fondo non ho ancora realizzato tutto quello che sta succedendo, vedo le persone attorno a me emozionate, estasiate, felici per il mio raggiungimento del traguardo finale.
In fondo la laurea, tanto attesa e sognata, è una semplice formalità, un modo di suggellare assieme ad amici, parenti e professori un percorso durato cinque anni, e forse per questo motivo acquista una carica così forte di significato e tensione. Domattina capirò di aver finalmente finito, quando, svegliandomi, mi accorgerò che finalmente la vocina lontana ma costante e implacabile che tutti i giorni mi ricordava "devi dare gli esami, devi studiare, devi laurearti" è sparita, segnando un traguardo nella mia vita.
Chi di noi non si è mai posto una delle domande fondamentali dell’uomo: “chi siamo?”, “da dove veniamo?”… “chi ha inventato i giocattoli?”. Ebbene, forse alle prime due non avremo mai risposta, ma dell’ultima possiamo dire qualcosa di più. Fin dai tempi antichi i giocattoli allietavano i lungi pomeriggi dei bambini, ma in alcune epoche storiche furono utilizzati anche come vero e proprio mezzo di propaganda.
Le mie considerazioni ricadono proprio in un simil-esempio di “giocattolo propagandistico”. O meglio, un propaganda, spero e suppongo, involontaria, ma che in effetti fa pensare, ma soprattutto fa sorridere.
Quando cominciamo ad essere seri, corriamo il grande rischio di diventare noiosi.
— William Congreve