50m
Fede | %e %B %YUna mano a controllare la cuffia, l’altra immerge gli occhialini in acqua. Tutto deve essere perfetto, nulla, se non il proprio stato fisico deve impedire di dare il massimo.
Fiii Fii (Doppio fischio)
Sali sul muretto di fianco al blocco… il cuore comincia ad accelerare il battito, i muscoli sono caldi e carichi.
Fiiiiiiii (Fischio lungo)
Sali sul blocco, i piedi vanno a posizionarsi con la punta che fa presa sul bordo, così da sfruttare al massimo la spinta senza scivolare. cominci a chinarti per raggiungere la posizione di partenza. le braccia penzolano rilassate. una goccia cade dalla cuffia bagnata verso lo specchio d’acqua, a rompere quella quiete che di li a poco si trasformerà in tempesta. il respiro aumenta, il cuore pulsa e l’adrenalina comincia ad aumentare nel sangue. le mani sono ormai giunte a far presa sul blocco, la testa che guarda verso il basso, lo sguardo alla ricerca di un punto indefinito.
A posto!
le mani si aggrappano con forza, il corpo immobile ma pronto al segnale che sembra non arrivare mai, il cuore pompa all’impazzata per rifornire di ossigeno i muscoli contratti pronti alla partenza. la testa ferma, gli occhi si muovono alla ricerca di un segnale visivo che non arriverà mai.
Via!
l’orecchio percepisce il via, il cervello invia il segnale che giunge a tutto il corpo. Parti! le braccia vengono lanciate verso l’alto, lo sguardo si alza. le gambe spingono più che possono per protendere il corpo verso il punto più alto ma che permetta la discesa più efficace. i piedi si staccano dalla pedana. la testa e le braccia ora scendono in direzione dell’acqua, la senti, in un attimo ti avvolge. un brivido ti percorre mentre le gambe cominciano il loro moto.
sei fuori, le braccia e le gambe si muovono veloci ed efficaci, stai scivolando sull’acqua verso la fine dei tuoi 50 metri, unico ostacolo la virata. le mani prendono l’acqua il più lontano possibile, e la spingono indietro finchè il braccio lo permette, poi tornano in presa.
in un attimo sei li, sai di dover virare. le braccia sono entrambe ai lati del corpo. gli addominali si contraggono, la testa scende, le ginocchia si avvicinano al busto, ma è questione di un attimo. il corpo si distende le gambe arrivano finalmente a toccare il bordo mentre le braccia, unica parte ferma del corpo in tutta la virata, sono protese verso l’arrivo. Questo è uno dei momenti più belli, sai di aver azzeccato uno dei momenti più delicati di tutta la gara. Le gambe spingono con tutta la forza rimasta, si riparte verso la fine.
devi dare il massimo, torni a spingere il più possibile, senti di essere leggero e veloce, cerci di tenere un numero basso di respirazioni per non perdere tempo. vedi la fine, dai le ultime bracciate e alla fine ti allunghi, alla ricerca del contatto col muretto di arrivo. finalmente lo tocchi.
la posizione, il tempo sono solo effetti collaterali quando si da il massimo per se stessi. Non importa se stai correndo per una città, una regione, una nazione, l’importante è che corri per te stesso e che vivi e affronti queste emozioni in maniera serena, sportiva ma allo stesso tempo competitiva.
woow…mi sono immedesimata del tutto….
tranne nella soddisfazione di aver fatto una virata perfetta, perchè puntualmente in gara la cicco grandemente!!!
sì, è proprio così, in quell’occasione ogni secondo è dilatato, ogni emozione ancora più profonda e ogni battito del cuore sembra smuoverti tutto lo spirito…..
che bello!! ed è proprio così che bisognerebbe vivere ogni gara: non guardare troppo l’avversario e preoccuparsi della figura che si fa col pubblico, ma rendersi conto che è una verifica di se stessi, per vedere fino a che punto si riesce ad arrivare…
eheh Veronica, questa è la descrizione di come deve essere per me la GARA PERFETTA… e le mie non lo sono assolutamente, c’è ancora tanto da lavorare!
mamma che batticuore!!!!!!
leggendolo mi è saltata l’adrenalina a 1000!!!!
mi sembrava di essere lì e di sentire l’odore del cloro………
è brutto accorgensi di avere 45 anni e non più il controllo sulla propria paura.
in ogni caso condivido il desiderio di vincere non soltanto la gara ma se stessi…è una bella sfida.
grande Fede!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bello!
Sono pochi secondi (29 per Fede 38 per me) ma ognuno di noi potrebbe scrivere pagine e pagine su questo bellissimo momento di prova di sé che condensa mille sensazioni, emozioni, pensieri
Hai descritto bene la sequenza (almeno come dovrebbe essere) ed ogni momento ha una sua peculiarità ed intensità (di cuore e di mente) e la ripercorriamo centinaia di volte con l’immaginazione e fra di noi nei nostri discorsi.
La bellezza di questo sport,secondo me, non è la perfezione del gesto ma la ricerca di armonia con l’acqua. Quelli che giudicano noioso il nuoto non sono capaci di accedere a questa sensazione impagabile.
La gara aggiunge la richiesta di efficacia del gesto quanto a tecnica e potenza e te ne dà la misura. Una misura di sé che ogni volta è una scoperta, attesa con curiosità e sana tensione agonistica.
In questo senso è vero quello che dici : il tempo assoluto in sé non è importante, l’essenziale è dare il massimo e lottare per migliorarsi.
Un’altra cosa bella è condividere l’emozione della gara con gli amici, prima durante e dopo.
In questo senso nel nostro gruppo viviamo gran bei momenti.