Nobita comunista
Fede | 30 Giugno 2008
Chi di noi non si è mai posto una delle domande fondamentali dell’uomo: “chi siamo?”, “da dove veniamo?”… “chi ha inventato i giocattoli?”. Ebbene, forse alle prime due non avremo mai risposta, ma dell’ultima possiamo dire qualcosa di più. Fin dai tempi antichi i giocattoli allietavano i lungi pomeriggi dei bambini, ma in alcune epoche storiche furono utilizzati anche come vero e proprio mezzo di propaganda.
Le mie considerazioni ricadono proprio in un simil-esempio di “giocattolo propagandistico”. O meglio, un propaganda, spero e suppongo, involontaria, ma che in effetti fa pensare, ma soprattutto fa sorridere.
Alcuni di voi conosceranno Doraemon, il cartone animato trasmesso su Italia 1 dal 2003, che aveva come protagonista un gatto robot (Doraemon appunto) giunto dal futuro [...] per aiutare lo sfortunato Nobi Nobita per far sì che i suoi discendenti godano delle fortune prodotte dal successo di Nobi (cit. Wikipedia). Nel 2004 furono prodotte dalla Fujiko Pro (l’azienda produttrice del manga) delle statuette-giocattolo dei protagonisti, immesse sul mercato in Italia all’interno degli ovetti Kinder della Ferrero.
Una di queste statuette, quella incriminata (vedi foto), ritrae il protagonista Nobita nel classico saluto a pugno chiuso, utilizzato generalmente da militanti e simpatizzanti politici e sociali di fede comunista e socialista. Ammettendo il mio amore per gli ovetti Kinder, ho trovato personalmente la “sorpresina” e dopo un attimo di sbigottimento, sono scoppiato in una lunga risata immaginandomi i milioni di bambini italiani correre per il cortile imitando le “gesta” di Nobita, con pugno sinistro chiuso puntato verso l’altro, all’urlo di “avanti popoloooo, alla riscossaaaaa….”. Così, dopo averla conservata per simpatia per 4 lunghi anni ho deciso di rendervi partecipi del mio divertimento.
Ironicamente mi chiedo come possa essere entrato in commercio un giocattolo simile durante il governo Berlusconi, dimostrazione che qualche cosa può sfuggire al Nostro onnipresente Presidente e che la libertà regna ancora (in parte) nel nostro belpaese a differenza delle malelingue invidiose che professano un impalpabile ritorno della monarchia fascista.
Beh che dire: il 12 febbraio del 2004 (anno di vendita delle statuette in Italia), al suono di “Nobita è uno di noi”, il giornale l’Unità ha potuto festeggiare i suoi ottant’anni a fianco del Partito Comunista Italiano! Che dire, tanti auguri, peccato che il supporto del manga non vi abbia aiutato nelle ultime elezioni ![]()






